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Airobotics, per la gestione dei fenomeni climatici

21 settembre, 2017 Osservatorio

Fenomeni climatici: Come possiamo prevenirli, monitorarli e controllarli.

Da sempre la gestione delle emergenze create da fenomeni climatici (più o meno prevedibili) è al centro di studi e grandi dibattiti.
Le notizie che ci arrivano da oltre oceano sui danni provocati dall’uragano Irma, sono solo le ultime di una lunga serie. Ma come possiamo davvero prevederli e prevenirli? E come monitorarli e controllarli una volta individuati?

Potrebbe esser a Israele la risposta, dove uno staff di ingegneri ha realizzato un drone classificato “autonomo”, capace di muoversi senza l’impiego di un pilota.
In grado di raccogliere informazioni sulla qualità dell’aria, movimenti della crosta terreste e munito di termo-camera, potrà essere utilizzato per il monitoraggio di aree a rischio. Dotata di una personale stazione base potrà essere installato su qualsiasi tipo di terreno e sarà in grado di volare in perfetta autonomia dialogando in tempo reale con la control room situata anche a grande distanza.

Airobotics è un’azienda al mondo ad aver ottenuto un’autorizzazione per far volare droni in modo completamente autonomo, ovvero, senza la presenza di un pilota pronto ad intervenire sul radiocomando. La certificazione è stata rilasciata dall’Autorità per l’aviazione civile di Israele (CAAI), dando vita all’operazione più innovativa della storia condotta in BLOS (Beyond Visual Line of Sight) con un piccolo drone ad uso civile. 

A questo proposito è necessario fare un distinguo, il volo autonomo è un volo in cui il drone procede autonomamente senza possibilità di intervento umano. Il volo automatico è simile a quello autonomo ma ci deve essere obbligatoriamente un pilota pronto ad intervenire in qualsiasi momento prendendo il controllo del mezzo. In Italia il volo automatico condotto in VLOS è concesso mentre il volo autonomo è vietato. 
Questa vicenda dimostra che anche per un’Autorità Aeronautica le decisioni e le azioni che una volta venivano prese da un pilota per condurre un drone oggi possono essere prese da un software e dall’intelligenza artificiale. In sostanza, un pilota autorizzato è ora sostituito da un computer autorizzato. Questo concetto di sistema autonomo è stato progettato e sviluppato da Airobotics per risolvere alcuni dei problemi più grandi che a detta sua affliggono il mercato dei droni, come i costi elevati di manodopera, l’incremento della logistica per le operazioni con i droni, il lungo e costoso percorso per la formazione di piloti ed equipaggi e per consentire ai clienti che non sono esperti di droni di effettuare missioni anche molto complesse.

Il sistema autonomo Airobotics è composto da tre parti: “Optimus”, un drone in grado di volare per 30 minuti con un payload di 1 kg. “Airbase”, una stazione base completamente automatizzata da cui il drone Optimus decolla ed atterra senza alcun intervento umano.

“Software”, un software ad alta integrazione che consente agli utenti di programmare e gestire le missioni con un solo clic. ” In sintesi, togliendo la componente umana del pilota dall’equazione drone abbiamo ottenuto una grande conquista, aprendo la strada ad un vero compimento della visione robotica.”

ha dichiarato la società.