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Avvenire.it

2 agosto, 2015 Rassegna stampa

Il social housing in una prospettiva “smart”: arriva dal Brasile direttamente ad Expo Milano 2015 il primo progetto di “social smart city”. La nuova città intelligente è un’idea tutta italiana: la società Planet Idea ha creato il “format” e lo ha già applicato nell’insediamento di Croatà Laguna Ecopark, vicino a Fortaleza, che sarà completato nel 2016. Un’area grande all’incirca due volte quella di Expo. “Pur rispettando i paletti governativi del social housing, il progetto introduce elementi innovativi di ecosostenibilità e innovazione tecnologica”, ha spiegato Gianni Savio, direttore di Planet Idea.

La città intelligente è inclusiva, aperta alle fasce di reddito medio-basso, l’economicità non esclude la qualità delle costruzioni e dei servizi (tutti entro i 400 metri, per disincentivare l’uso dell’auto). “Non una città dormitorio – sottolinea Savio – ma un nucleo pensato per svilupparsi, diventare parte del territorio cittadino di domani (da qui la scelta di costruire a ridosso degli agglomerati urbani), con servizi commisurati alla popolazione, che è di 4-5mila famiglie, energie rinnovabili, attenzione ai parametri climatici, di qualità dell’acqua e dell’aria, armonia tra l’ambiente e la città, inclusività per i disabili”.

Nei prossimi 25 anni il fabbisogno di case potrebbe arrivare a 700 milioni. Nel 2050 (quando si stima che per la popolazione mondiale servirebbero 2 pianeti!), il 75% della popolazione mondiale vivrà nelle città, e il Brasile sarà il quarto mercato più grande al mondo. Oggi “è già il terzo per attrazione di investimenti diretti esteri e negli ultimi 20 anni ha agito per ridurre la differenza fra le classi sociali” ha detto il presidente della Camera di commercio Italo-Brasiliana del Nord Est, Cesare Villone. Da qui la necessità che le città di nuova fondazione non siano riservate a un target medio-alto com Masdar City, l’esempio forse più noto e suggestivo di smart city, ideato a Dubai da Norman Foster.

“Non più grandi investimenti decisi dall’alto per insediamenti destinati alle élites, ma operazioni di costruzioni civili economicamente sostenibili e democratiche”, conclude Savio, descrivendo la realizzazione di città “chiavi in mano”, concepite da esperti in urbanizzazione e “smart utilities”. Il crowfounding (finanziamento collettivo) gioca un ruolo fondante, insieme alla disponibilità delle amministrazioni. Ovunque, in Brasile come in Italia, e in qualunque altro Paese del mondo che voglia pensare smart.