Covid-19 ha dimostrato l'importanza del sostegno alla comunità, ora dobbiamo investire nel suo futuro a lungo termine | Planet Smart City | Places that matter
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29/03/2020 Covid-19 ha dimostrato l’importanza del sostegno alla comunità, ora dobbiamo investire nel suo futuro a lungo termine

Graziella Roccella, Chief Research & Urban Planning Officer di Planet Smart City, scrive da Torino, sulla necessità di una progettazione inclusiva e sul perché questo approccio all’urban living sia essenziale per costruire la resilienza della comunità nei prossimi decenni.

L’Italia si trova in isolamento dal 9 marzo, mentre il governo è  alle prese con la persistente diffusione del Covid-19. In queste settimane abbiamo accelerato il nostro approccio digitale ai sistemi di supporto alla comunità. I social media, i voli low-cost e la progressiva globalizzazione ci hanno incoraggiato a guardare sempre più lontano nei nostri rapporti. Abbiamo costruito relazioni indipendenti dalla geografia con amici, colleghi e famiglia. La vita in isolamento ci sta dimostrando, tuttavia, che queste reti digitali, da sole, non sono in grado di fornire il sostegno di cui abbiamo bisogno durante un’emergenza. Al contrario abbiamo dovuto fare affidamento sui nostri vicini, sulle attività locali e sulla comunità per continuare le nostre attività quotidiane.

Per molto tempo, ci siamo accontentati di essere outsider rispetto alle nostre stesse comunità. Possiamo salutare i nostri vicini o andare nei negozi locali ma non ci interessiamo molto a come la nostra comunità locale è stata progettata, organizzata o migliorata. Ora che il governo italiano ci chiede di tornare a essere degli insider, ci rendiamo conto che le strutture che sostengono la vita della comunità hanno bisogno di essere ripensate. Sebbene molte persone abbiano dimostrato una grande flessibilità e attivato rapidamente iniziative locali per aiutare i vicini, la crisi ha dimostrato una forte necessità di investire in modo mirato nelle nostre comunità locali, per essere efficaci nel caso di crisi come quella che stiamo vivendo. È necessaria un’azione significativa se vogliamo costruire la resilienza nei prossimi decenni.

L’importanza del coordinamento locale è risultata evidente nel tentativo di organizzare azioni specifiche durante la crisi. Come in altre parti del mondo, abbiamo visto nascere online gruppi di volontari disponibili a acquistare generi alimentari per gli anziani e i soggetti a rischio. A Torino e nei comuni limitrofi, i negozianti e gli ambulanti si sono uniti per promuovere servizi di consegna a domicilio che prima non offrivano. Per mantenere un alto livello di inclusione e per raggiungere direttamente la popolazione anche quella non digitalizzata, hanno provveduto a stampare e appendere in giro per la città poster con i numeri telefonici da chiamare per ordinare la spesa.

Il City Resilience Index, sviluppato da Arup per la Fondazione Rockefeller, è riconosciuto in tutto il mondo per il suo studio sulla capacità degli individui, delle comunità e dei sistemi di adattarsi, sopravvivere e crescere anche in caso di stress e shock. L’indice ha sottolineato che l’abilità delle comunità di “trovare rapidamente modi diversi per raggiungere i propri obiettivi o soddisfare i propri bisogni durante uno shock … [è] fondamentale per la capacità della città di ripristinare la funzionalità dei sistemi critici, in condizioni di grave difficoltà. “. Per il CRI, tuttavia, la resilienza è molto più di un’azione ad hoc: significa “investire nella possibilità di anticipare le condizioni future, stabilire priorità e rispondere”. Questo tipo di investimento mancava prima dell’introduzione delle misure restrittive e l’attuale crisi ci sta mostrando esattamente dove è necessario lavorare.

Progettazione inclusiva

Dobbiamo cominciare a fare dell’inclusione un principio fondamentale del nostro modo di strutturare e governare le nostre comunità. Come osserva il CRI, “affrontare gli shock e le tensioni che un settore, o una comunità in isolamento affrontano, non è sufficiente per la nozione di resilienza”. Su questo punto, i tentativi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) di organizzare nuovi metodi per la formazione a distanza si rivelano significativi.

Nati inizialmente come video-lezioni in real time, alcuni sistemi di insegnamento a distanza più avanzati hanno causato problemi alle famiglie con banda larga limitata o un solo dispositivo per più di un figlio. I sistemi di videoconferenza ormai possono essere abilitati per raggiungere più di 250 partecipanti alla volta così da estendere la partecipazione alla lezione in diretta fino a 100.000 utenti contemporaneamente, ma queste soluzioni non sono si rivelano inclusive. È stato invece implementato un sistema meno tecnologico ma più inclusivo, in cui i genitori ricevono presentazioni con le lezioni e possono aiutare i loro figli nell’apprendimento nel momento che ritengono più opportuno. Questo metodo ha fatto si che molti bambini non fossero esclusi dall’istruzione primaria ma certamente non si tratta della soluzione ottimale.

Se vogliamo predisporre in tempi rapidi soluzioni utili alla popolazione locale in caso di crisi, dobbiamo ridisegnare le nostre comunità in modo che siano inclusive sin dall’inizio del progetto urbano. Ciò significa sviluppare sistemi che coinvolgano la popolazione locale nel processo decisionale. Chiunque sia responsabile della gestione di una comunità – sia che si tratti di uno sviluppatore privato o dell’amministrazione locale – dovrebbe investire in piattaforme di comunicazione che consentano ai cittadini di coordinarsi con le imprese locali e i dipartimenti governativi, dando loro l’opportunità di creare soluzioni per le comunità in cui vivono. Inoltre, queste piattaforme dovrebbero consentire alla popolazione locale di organizzare e costruire le proprie iniziative a favore della comunità, aumentando la propria capacità generativa quando sorgono problemi che richiedono una profonda conoscenza  delle esigenze locali.

Connettere presenze digitali e fisiche

A livello locale, i community manager di Planet Smart City in Italia hanno trovato nell’approccio inclusivo alla governance della comunità, una piattaforma efficace attraverso la quale valorizzare le attività locali. Laddove i negozi hanno iniziato a consegnare a domicilio nei quartieri  di Torino, un forum di comunità, messo a disposizione di tutti i cittadini grazie alla Planet App, si è rivelato prezioso per la promozione e il coordinamento dei servizi. Più che un semplice mezzo per contattare i clienti, l’app fornisce anche un canale di comunicazione con i community manager, in grado di mettere in contatto le imprese locali con le altre persone del territorio per aiutare a fornire altri servizi. 

Un modello simile sta aiutando a sostenere i banchi alimentari locali. I community manager utilizzano la loro presenza fisica e digitale per raccogliere informazioni sulle esigenze dei residenti e fornire tali dati ai banchi alimentari per consentire una migliore focalizzazione delle risorse. Inoltre, unire gli sviluppatori immobiliari e i cittadini in un processo di co-creazione aiuta a identificare le soluzioni future. Per migliorare la capacità delle piccole attività di fornire servizi di consegna, ad esempio, Planet sta ora esplorando l’idea dei cool lockers, che consentirebbero ai venditori locali di evadere gli ordini anche quando i destinatari sono assenti.

In Italia, nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in tutto il mondo, la lotta per trovare soluzioni per combattere il Covid-19 ha evidenziato la necessità di ripensare il nostro approccio alla costruzione della comunità. L’esperienza ci ha dimostrato che la risposta alla crisi, quando viene dall’alto, può passare dall’approccio draconiano a quello disperatamente frammentario, senza che nessuno di questi soddisfi veramente le esigenze della popolazione locale. Dovremmo invece porre le basi per un modello di processo decisionale inclusivo che coinvolga le comunità e consenta loro di sviluppare soluzioni su misura per le loro esigenze.

Per imparare da questa emergenza, è fondamentale raccogliere dati e prepararsi per il futuro. In questa direzione, apprezzo lo sforzo del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano, che ha lanciato un sondaggio online per rilevare i cambiamenti sociali in atto, denominato”MSA-COVID19” (“Cambiamenti sociali nella legge-COVID19).  In attesa dei risultati, dobbiamo fornire ai cittadini strumenti per l’organizzazione e l’azione collettiva, sapendo che quando le crisi colpiscono, sono le comunità a fare la differenza. La crisi attuale ci ha ricordato quanto siamo dipendenti dai nostri vicini. Non dobbiamo dimenticarlo quando tutto sarà finito.

Graziella Roccella
Chief Research & Urban Planning Officer