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26/06/2020 Quattro modi per innovare nel settore immobiliare

Strumenti per gestire le risorse in modo efficiente, spazi condivisi, implementazione di sistemi tecnologici e servizi: questi sono alcuni dei modi in cui possiamo migliorare le nostre comunità in un mondo in continuo cambiamento. Oltre a migliorare la qualità della vita, queste iniziative possono anche dare nuova energia a un settore centrale per l’economia.

L’esperienza globale della pandemia ha permesso di raccogliere una notevole quantità di informazioni. Le aziende sono state spinte a ripensare il loro modo di operare e i governi a considerare come la sanità debba essere riorganizzata.
Per questo motivo, è anche necessario ripensare la vita della comunità e la qualità del patrimonio immobiliare residenziale esistente.

L’emergenza sanitaria ha amplificato le carenze già evidenti. È necessario un cambiamento, non solo per affrontare in modo più efficace le emergenze future, ma perché, negli ultimi mesi, le persone sono diventate più consapevoli delle loro esigenze e dell’inadeguatezza della loro situazione abitativa.

Mentre negli ultimi anni si è sviluppata una nuova sensibilità ambientale e sociale, l’offerta immobiliare è rimasta pressoché invariata, non ha seguito l’esigenza di innovazione presente in altri settori, come quello delle automobili e degli smartphone. Lo shock della pandemia ha avuto un forte impatto sulla vita delle persone in tutto il mondo e potrebbe ora accelerare un cambiamento della domanda, costringendo l’offerta a orientarsi verso un nuovo modo di progettare e costruire la vita della comunità.

In pratica, ci sono quattro categorie di interventi innovativi che possono migliorare la qualità vita nei quartieri residenziali e nei condomini: gestione efficiente delle risorse, progettazione di spazi condivisi, uso delle tecnologie digitali e servizi per il benessere della comunità. Vediamo alcuni esempi:

Gestione efficiente delle risorse: informazioni in tempo reale sui consumi di elettricità, riscaldamento e acqua accessibili ai residenti attraverso il loro smartphone o tablet; compostiera di comunità; sistemi intelligenti IoT in grado di regolare l’irrigazione delle aree verdi; soluzioni a risparmio energetico applicate ai tetti degli edifici.

Spazi condivisi: sale attrezzate per il deposito e la manutenzione delle biciclette; spazi comuni che i residenti possono prenotare per attività private o eventi comunitari; car-sharing.

Tecnologie digitali: reti in fibra ottica per rendere più efficiente l’home working; zone Wi-Fi gratuito nelle aree comuni o nel verde; reti a radiofrequenza a lungo raggio a basso consumo per monitorare e controllare i servizi attraverso sensori; sistemi di illuminazione a risparmio energetico; applicazioni di quartiere che facilitano la collaborazione tra i residenti della comunità e forniscono l’accesso a servizi innovativi e ai dati del condominio.

Benessere della comunità: portierato di quartiere per fornire assistenza a distanza ai residenti; videosorveglianza; sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria locale; bookcrossing; biblioteca degli oggetti per prendere in prestito strumenti, come ad esempio un trapano elettrico, non utilizzati quotidianamente dai residenti.

Se confrontiamo queste innovazioni con la situazione abitativa media di oggi, ci rendiamo conto che il margine di intervento è ampio. Anche se non tutto può essere realizzabile in residenze concepite venti o trent’anni fa, c’è sicuramente molto da fare.

Mi immagino le obiezioni: è tutto molto bello, ma quali sono i costi? Il settore immobiliare, con la prospettiva di dover affrontare l’impatto della crisi economica causata dal COVID, può prendere questa direzione innovativa?

Quali utenti, oggi e nel medio termine, potranno permettersi l’innovazione? A coloro che hanno un reddito inferiore alla media, e che probabilmente vivono in abitazioni di bassa qualità, viene impedito l’accesso all’innovazione e alla tecnologia?

L’esperienza di Planet Smart City nei progetti in corso in Italia, Brasile e India ci dice che l’integrazione di soluzioni innovative come quelle sopra menzionate nei grandi sviluppi aumenta i costi di costruzione in media del 2-3%. L’aumento dei costi potrebbe nel tempo essere compensato dal crescente successo del prodotto immobiliare, poiché gli acquirenti lo percepirebbero come innovativo e, a medio termine, meno costoso da gestire.

Per concludere, l’innovazione non solo migliora la qualità della vita delle persone, ma può anche portare benefici a sviluppatori, imprese edili e proprietari di immobili, aiutando il settore immobiliare ad affrontare questa difficile fase del mercato.

 

Gianni Savio
Founder and Global CEO