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14/02/2020 World Urban Forum sostiene le persone al centro delle smart city

Ad esercitare un ruolo rilevante al World Urban Forum (WUF10) di quest’anno ad Abu Dhabi sono state le parole di MaimunahMohd Sharif, direttore esecutivo di UN-Habitat: “Le tecnologie digitali hanno il potenziale di essere al servizio delle persone, migliorare i pubblici impieghi e le condizioni lavorative. Ma le controversie digitali persistono e la rivoluzione digitale deve essere diretta e governata da un sistema democratico e inclusivo.”

Il WUF10, il principale forum mondiale per i responsabili politici, le ONG e le imprese, ideato per discutere le sfide che devono affrontare le nostre città, ha scelto un tema incentrato sul “connettere cultura e innovazione“. Durante l’evento tenutosi presso il National Exhibition Centre di Abu Dhabi, è stato ampiamente riconosciuto che, nonostante ci siano stati progressi significativi nella tecnologia, non si riesce ancora ad offrire una migliore qualità della vita a tutti nella nostra società. Come ha sottolineato Sharif, il 50% della popolazione mondiale è connessa a Internet, ma solo il 15% ha accesso alla banda larga a prezzi accessibili.

Presentando il nuovo programma di UN-Habitat – ” People Focused Smart Cities ” – Sharif ha sottolineato che “le tecnologie digitali, a seconda del loro uso, possono essere una forza che aumenta o riduce il divario sociale”. Infatti il settore delle smart city è “spesso troppo focalizzato sulle nuove tecnologie top down, non sufficientemente radicate sulle reali esigenze delle città e delle persone che le vivono”.  Sharif ha inoltre presentato una visione positiva secondo la quale le ultime innovazioni sono implementate da sviluppatori e investitori che ascoltano e soddisfano le esigenze della popolazione locale.

Con 1,6 miliardi di persone che vivono in case inadeguate in tutto il mondo la domanda di come le smart city a prezzi accessibili possano portare beneficio a chi ha un reddito più basso, è oggi una priorità crescente sia per i costruttori che per i governi. All’evento di Planet Smart City – “Come i quartieri a prezzi accessibili possono essere intelligenti e innovativi” – i rappresentanti delle banche di sviluppo asiatiche e africane hanno abbracciato la possibilità di utilizzare piattaforme digitali per coinvolgere i residenti della città, collegarli con servizi accessibili ed efficienti e dar loro voce nello sviluppo delle comunità. Allo stesso modo, funzionari di Nigeria, Angola, Egitto, Arabia Saudita e Uzbekistan sono interessati a perseguire un approccio più intelligente per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili e la costruzione di comunità nei loro paesi. Mi sono impegnato personalmente con loro e il nostro concetto si è dimostrato prezioso per le autorità di questi paesi.

Emerge chiaramente da questi inviti all’azione che le nostre città saranno il centro di un mutamento fondamentale nel prossimo decennio. L’Internet of Things (IoT) in continua crescita, abilitato da una maggiore connettività e, presto, dal 5G, consentirà agli urbanisti di costruire non solo spazi pubblici come palazzetti, parchi e negozi, ma di creare collegamenti digitale   connettendo gli individui alla loro comunità più ampia e trasformando la loro capacità di interagire con l’ambiente locale.

Le imprese private hanno un ruolo importante nella realizzazione di questa visione. Per troppo tempo, la lenta adozione delle nuove tecnologie da parte del settore immobiliare e l’approccio alla progettazione del quartiere hanno ostacolato la capacità di costruire abitazioni di alta qualità a prezzi accessibili. Accogliere le innovazioni nella pianificazione, costruzione e IoT può tracciare una nuova direzione, fornendo l’opportunità di realizzare abitazioni a prezzi accessibili, cancellando la barriera del prezzo rispetto alla qualità, per chi ha un reddito basso.

Allo stesso tempo, il progresso nella gestione smart dell’energia e dell’acqua fornisce agli sviluppatori un modello per ridurre il costo della vita a lungo termine per i residenti, riducendone anche l’impatto sul pianeta. In definitiva, il digitale realizza l’opportunità per sviluppatori e community managers, di fornire servizi efficienti in termini di costi, coinvolgendo i residenti nell’evoluzione del loro quartiere.

La visione dell’ONU Habitat sfida i politici e le imprese. Dobbiamo smettere di vedere la tecnologia come esclusiva di chi ha un reddito elevato e riconoscerla come un fattore chiave per l’uguaglianza, la sostenibilità e la vita della comunità. Due terzi della popolazione mondiale vivranno nelle città entro il 2050 e le aree urbane sono fondamentali per lo sviluppo globale. La nostra capacità di costruire smart city che mettono le persone al centro determinerà se vivremo come individui nelle città del futuro, divisi secondo il nostro accesso a ricchezza, servizi e tecnologia, o se godremo di tutti i vantaggi di una solida comunità grazie ai nuovi mezzi di comunicazione e collaborazione.

Immagine: Maimunah Mohd Sharif, Executive Director di UN-Habitat, al World Urban Forum 10

Gianni Savio
Global CEO, Planet Smart City